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Il Coro A.N.A. ritorna in Brasile!

(dal 5 al 21-09-2004)
E’ come il primo amore: non si scorda mai. Questa volta però siamo andati anche a Criciuma nello stato di Santa Catarina. Con noi, il neoeleletto sindaco di Vittorio che (guarda caso ) è lo stesso che la volta scorsa non aveva potuto! Sappiamo cosa troveremo e ci siamo preparati sapendo d’essere non solo attesi, ma di più. Partiamo proprio da qui: da questa città gemellata con la nostra, con piazze e vie intitolate a Compaesani o località di Vittorio, dove la gente ti capisce meglio se parli dialetto, o meglio, come dicono loro “Tallian”. Città splendida dove ci aspettano per il “Festival delle Etnie” al quale partecipiamo come fiore all’occhiello di un’organizzazione che si fa forte della nostra presenza. Ma è il BAIRO DA JUVENTUDE del catanese padre Vincenzo Lumetta che ci prende con i suoi 1100 ragazzi per i quali servono ogni giorno almeno 80kg di riso (vedi le foto dei neonati e dei bambini delle quali puoi mettere il numero), ma più ancora, il mondo che è stato messo in piedi e gira attorno a loro: il nido, l’asilo, la scuola, i laboratori.
.. La serenità, la gioia della vita insieme, l’amore, quello con la A maiuscola che non ha confini. E così, tra bambini figli di nessuno e di tutti, di colpo torniamo più umani, conosciamo nuovi valori sin’ora mai pensati, scopriamo priorità diverse. C’innamoriamo di un modo nuovo di vivere la vita e per questo facciamo anche una promessa: …Per i prossimi Natali, fin che potremo… E poi a vedere anche le scuole della città “Normale” con la Società Carbonifera che aiuta e sponsorizza, portati in giro da un vecchissimo “NATIONAL BLU BIRDE” amerikano naturalmente, giallo dal muso lungo e dall’assale posteriore arretrato, così da permettere ad un simpaticissimo “ciarlatano di Lumetta” (sponsorizzato ad hoc) di far letteralmente volare la “scorezera” ad ogni rallentatore di traffico (qui alto 20 cm minimo), o ad ogni buca sulla strada. Arrivederci… Da nord a sud, da S Catarina a Rio Grande do Sul, su una strada (????) da 600 km di panico letteralmente, più bella da ricordare –oggi da casa- che viverla sul posto: un’avventura all’Indiana Jones. Eccoci a casa, pardon, …a Bento Gonçalves nel “solito” hotel Dall’Onder (da Feltre) dove persino qualcuno del personale ci riconosce, venuti a festeggiare … all’italiana, gli 80anni dell’Hospital Tacchini, in una città che ci sembra di conoscere di più di quant’è logicamente vero. E poi che raccontare per un qualcosa che non si può capire se non si vive? Cosa dire degli italiani di Monte Belo, Camignos de Pedra, Vipal, Veranópolis, Carlos Barbosa, Guaporé, Nuova Prata … e via discorrendo, o delle aziende come la Vinicola Aurora, o le Cantine Miolo, o la fabbrica (se così si può dire) di Tramontina, all’Azienda Famiglia Paludo, e delle molte altre che abbiamo scordato? Ma anche la constatazione del grande passo compiuto in 5 anni –dalla nostra volta scorsa- dai Connazionali che hanno saputo costruirsi in punti di vero riferimento economico ed industriale per l’intero paese. Non solo un vanto loro, quindi, ma anche “nostro italiano” tanto forte da farci “sentire dentro” la voglia di ritornare, da indurci alla pazzia di scrivere un libro (il massimo per un Coro, naturalmente!!).
Una pazzia che però ci ha preso nella sua redazione, e che ancor più ha entusiasmato e coinvolto “LORO”, tanto da essere per questo spesso inseguiti per una copia, ed, alla fine, aver avuto l’immensa soddisfazione di vederlo diventare libro di testo per la lingua italiana al secondo ciclo delle scuole superiori. …. E il patrocinio dell’allora ministro Tremaglia??? …….Credete sia poco? ……Tanto poco che ancor oggi – ed a questo punto per solo merito del CORO ANA - il TACCHINI è riconosciuto quale ospedale italiano all’estero con ciò che ne deriva? Quant’è stato bello essere parte integrante delle ricorrenze per l’80° di fondazione dell’HOSPITAL TACCHINI; ESSERE I SUOI TESTIMONIAL appositamente venuti dall’Italia per l’evento. Vuol dire –tra le varie cosa- aver rinsaldato i legami con la MadrePatria di gente che neppure sa dov’è, perché italiani di 5a generazione, ma che, nota la propria discendenza, è andata fiera di un’azione i cui echi hanno toccato anche il parlamento Brasiliano. Queste sono le cose che vengono bene al CORO ANA di Vittorio Veneto. Ed anche questa volta, come la precedente, naturalmente il tutto condito da concerti, incontri, inviti in case sia di privati che d’istituzioni, sempre chiaramente per stare tra noi …all’italiana, con un sorriso, una battuta, una canzone! …..e tremila altre cose che ogni uno della “spedizione” terrà dentro di se. Non siamo usi mai fare nomi per non dimenticarne qualcuno, ma uno non si può tacere. Un Italiano fra tutti: POLETTO DARCJ, che molto ha pianto per il “suo Cappello d’alpino”! un volto che resterà nel cuore di tutti per sempre.
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